Cronaca di ragionamento su muro bianco

Novembre 2024: trasloco.
Da allora ho fissato quel vuoto sul muro per dodici mesi: due tasselli piantati nella parete, a settanta centimetri di distanza, sopra una boiserie IKEA abbastanza brutta da diventare un problema mentale.
Una tela bianca è innocente: la sposti, la giri, la metti via.
Una parete bianca con due tasselli già infilati dentro no.
Puoi sempre toglierli, stuccare i buchi, fingere che non sia successo niente. Ma il vuoto resta. E a volte basta quello per cominciare a tormentarti.
Negli ultimi mesi avevo guardato molte sculture da parete. Alcune vere, altre rifatte o corrette dall’IA, piallate e senz’anima, creando un’immaginario seriale, impossibile, ma non reale, come gli oggetti seriali creati dall’industria del design cheap, la cosa fastidiosa è che creano desiderio. O peggio frustrazione.
Eppure, in mezzo a quel rumore, una cosa mi è rimasta addosso: certe forme sinuose sanno occupare uno spazio senza chiuderlo. Lo attraversano. Lo tendono. Lo rendono vivo.



Quelle create da artisti e artigiani erano altrettanto accattivanti ricordando schiene, curve, torsioni, pelle. Non mostrano un corpo: lo sfiorano. Che è molto più interessante. A quel punto ho pensato una cosa semplice: quello lo so fare anch’io. O almeno, volevo vedere se era vero.
Perché non sempre la parte più importante di un’opera coincide con il risultato finale. A volte sta nel gesto ostinato del farla. Nel momento in cui smetti di guardare, immaginare, commentare, e cominci a sporcarti le mani davvero.
Ferirsele con il mesh metallico.
Ribaltare casa per trovare uno straccio pulito.
Vedere l’acrilico bianco colare sulle piastrelle.
Anche questo è lavoro. Anche questo è forma. Anche questo, in un’epoca di cose già fatte, già lisce, già vendibili, ha qualcosa di quasi sovversivo.
No, non è perfetta.
Ma l’ho fatta io.
E forse è questo che mi interessa davvero: creare qualcosa che resti in bilico tra materia e allusione, tra decorazione e corpo, tra superficie e desiderio.
Qualcosa che non riempia soltanto un vuoto, ma lo trasformi.

Creare.
Basta la forma giusta, e il muro smette di essere solo un muro.

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Questo è il primo post del blog di arte che terrò su questo sito, con [...]
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